Dipartimento di InformaticaUniversità degli Studi di Milano

Machine learning affidabile ed efficiente

Affidabilità e sistemi di IA

2024–20275 pubblicazioni →tesi disponibili

Questa linea di ricerca è incentrata sull'uso di metodi di intelligenza artificiale per valutare l'affidabilità e la sicurezza dei sistemi. [Frasson e Malchiodi, 2024] estende le tecniche di anomaly detection basate su vettori di supporto all'ambito del federated learning, [Biagiotti et al., 2025] studia modelli interpretabili per il rilevamento e la localizzazione dei quench nei magneti superconduttori e [Paravisi et al., 2024] impiega tecniche di machine learning per analizzare la sicurezza di algoritmi crittografici. Un'attenzione particolare è rivolta all'affidabilità di sistemi basati su IA: [Zanaboni et al., 2026] propone una procedura basata su test d'ipotesi per individuare fenomeni di covariate drift nelle query sottoposte a un modello di machine learning e [Malchiodi et al., 2027] rileva le allucinazioni dei large language model applicando tecniche di anomaly detection alle rappresentazioni latenti prodotte dai modelli stessi.

In collaborazione con Prof.ssa Anna Maria Zanaboni, Prof. Marco Frasca, Prof. Massimo Walter Rivolta (Università degli Studi di Milano)

Compressione di modelli di machine learning

2021–20266 pubblicazioni →tesi disponibili

I modelli appresi dai dati, e in particolare le reti neurali profonde, presentano spesso requisiti di memoria e di banda di trasmissione superiori alle risorse disponibili sui dispositivi embedded o con risorse limitate. Questa linea di ricerca, avviata nell'ambito del progetto PRIN Multicriteria Data Structures and Algorithms: from compressed to learned indexes, and beyond, studia tecniche per ridurre lo spazio necessario a memorizzare un modello addestrato, contenendo la perdita di accuratezza. In [Marinò et al., 2021b] sono state proposte rappresentazioni compatte di reti neurali profonde basate su codici di Huffman, la cui implementazione è descritta in [Marinò et al., 2021a]. Tali rappresentazioni sono impiegate in [Marinò et al., 2023a] per comprimere reti neurali profonde, mentre [Marinò et al., 2023b] presenta un confronto sperimentale tra tecniche di compressione, fornendo raccomandazioni per una loro scelta ragionata. [Malchiodi et al., 2026] propone invece regolarizzatori che favoriscono la comprimibilità dei modelli direttamente durante l'addestramento. Le tecniche di compressione sono state applicate alla stima dell'indice Ki67 nel tumore al seno su dispositivi con risorse limitate in [Gliozzo et al., 2024].

In collaborazione con Prof. Marco Frasca (Università degli Studi di Milano)

Strutture dati apprese

2022–20243 pubblicazioni →tesi disponibili

Le strutture dati apprese estendono quelle classiche integrandole con modelli di machine learning, addestrando questi ultimi sui dati da memorizzare con l'obiettivo di ridurre lo spazio occupato o il tempo di risposta. Nell'ambito del progetto PRIN Multicriteria Data Structures and Algorithms: from compressed to learned indexes, and beyond, è stata studiata l'interazione tra il classificatore e i filtri di Bloom ausiliari nei filtri di Bloom appresi. Questi ultimi rispondono a interrogazioni di appartenenza approssimata con l'obiettivo di ridurre lo spazio occupato rispetto ai filtri classici. [Fumagalli et al., 2022; Malchiodi et al., 2023] analizzano come la scelta del classificatore influisca sullo spazio occupato, sul tasso di falsi positivi e sul tempo di risposta, mentre [Malchiodi et al., 2024] mette in relazione queste prestazioni con la complessità dei dati, fornendo raccomandazioni per la scelta e l'impiego di tali strutture.

In collaborazione con Prof. Marco Frasca (Università degli Studi di Milano), Prof. Raffaele Giancarlo (Università degli Studi di Palermo)

Insiemi fuzzy e apprendimento da dati incerti

Induzione di insiemi fuzzy

2013–20268 pubblicazioni →tesi disponibili

In [Malchiodi e Pedrycz, 2013; Malchiodi, 2019] è stato proposto un algoritmo di apprendimento per insiemi fuzzy a partire da dati etichettati con i rispettivi gradi di appartenenza. Tale algoritmo è stato applicato al mining di assiomi nell'ambito del Web semantico [Malchiodi e Tettamanzi, 2018] e alla selezione di esempi negativi per problemi di bioinformatica [Frasca e Malchiodi, 2017; Frasca e Malchiodi, 2016]. L'approccio proposto è stato esteso in [Cermenati et al., 2020] all'induzione simultanea di più insiemi fuzzy e in [Malchiodi e Zanaboni, 2019] all'apprendimento di shadowed set. Più recentemente, in [Dashti Genave et al., 2026] sono state studiate tecniche per comprimere le funzioni di appartenenza apprese in questo modo.

In collaborazione con Prof.ssa Anna Maria Zanaboni, Prof. Marco Frasca (Università degli Studi di Milano), Prof. Witold Pedrycz (University of Alberta)

Temi precedenti

Apprendimento basato sulla qualità dei dati2005–201310 pubblicazioni →

Nell'apprendimento supervisionato, agli esempi del campione di allenamento viene spesso attribuita la stessa importanza. Questa linea di ricerca studia come differenziare il contributo di ogni esempio attraverso un peso numerico. L'estensione è stata formalizzata in [Malchiodi, 2008a] introducendo un modello generale di apprendimento basato sulla rilevanza. Tale modello è stato applicato alla classificazione mediante support vector machine, derivando algoritmi sia nella versione lineare [Apolloni e Malchiodi, 2006] sia in quella basata su kernel [Apolloni et al., 2007d]. Questi algoritmi sono stati oggetto di una prima analisi teorica in [Apolloni et al., 2007e] e di una valutazione sperimentale in [Malchiodi, 2009]. Le applicazioni del modello a problemi di bioinformatica sono descritte in [Malchiodi et al., 2010]. Un approccio analogo è stato inoltre adottato per la regressione in [Apolloni et al., 2010a; Malchiodi et al., 2009c; Apolloni et al., 2005c] e per l'apprendimento da dati sbilanciati in [Malchiodi, 2013b].

Analisi delle relazioni tra granular computing e apprendimento2005–20084 pubblicazioni →

Nel paradigma del granular computing, l'informazione viene rappresentata ed elaborata attraverso granuli, ossia raggruppamenti di elementi trattati come unità, consentendo di operare a diversi livelli di astrazione. La sua integrazione con l'apprendimento automatico è discussa in [Apolloni et al., 2008a]. Sono inoltre state proposte applicazioni alla regressione, basate su vettori di supporto [Apolloni et al., 2008b; Apolloni et al., 2006e] e su tecniche di ricerca locale [Apolloni et al., 2005c].

Machine learning per le scienze della vita

Grafi di conoscenza ed estrazione di informazione basata su LLM in biomedicina

2024–20264 pubblicazioni →

La conoscenza biomedica è dispersa in molte basi di dati e in una letteratura scientifica in rapida crescita. I grafi di conoscenza rappresentano uno strumento efficace per integrare informazioni provenienti da queste fonti eterogenee, rendendole interrogabili e analizzabili con tecniche di machine learning. In [Cavalleri et al., 2024a; Cavalleri et al., 2024b] viene proposto un sistema basato su LLM e graph machine learning per migliorare la qualità delle relazioni estratte da articoli scientifici su temi legati all'RNA. [Mesiti et al., 2026] descrive invece un'applicazione web che supporta gli esperti nella revisione e nella validazione di grafi di conoscenza biomedici, mentre [Cavalleri et al., 2026] studia la selezione di esempi negativi per la classificazione degli archi di tali grafi.

In collaborazione con Prof. Marco Mesiti (Università degli Studi di Milano)

LLM per la progettazione di proteine ed enzimi

2023–20253 pubblicazioni →

Le sequenze proteiche possono essere viste come frasi scritte in un linguaggio il cui alfabeto è costituito dagli amminoacidi: modelli linguistici di grandi dimensioni addestrati su corpus di sequenze possono essere impiegati per generare nuove sequenze proteiche con proprietà funzionali desiderate. [Valentini et al., 2023] discute le potenzialità degli LLM per la progettazione e la modellazione di proteine. [Nicolini et al., 2024] mostra che il fine-tuning di Transformer condizionali su una specifica famiglia proteica migliora la predizione delle sequenze amminoacidiche e consente di generare nuove sequenze biologicamente plausibili. [Nicolini et al., 2025] estende l'approccio a diverse categorie enzimatiche, evidenziando i benefici del fine-tuning per categorie funzionali specifiche e valutando in silico le proprietà strutturali e funzionali delle sequenze generate.

In collaborazione con Prof. Giorgio Valentini, Prof.ssa Elena Casiraghi, Prof. Marco Mesiti (Università degli Studi di Milano), Prof. Alberto Paccanaro (Fundação Getulio Vargas & Royal Holloway, University of London)

Selezione di esempi negativi in reti biologiche e grafi di conoscenza

2016–20266 pubblicazioni →

In molti problemi di apprendimento supervisionato in bioinformatica sono disponibili esempi positivi e dati non etichettati: questi ultimi possono includere sia veri negativi sia casi positivi non ancora identificati. Questa linea di ricerca studia come selezionare esempi negativi affidabili tra i dati non etichettati. In [Frasca e Malchiodi, 2017; Frasca e Malchiodi, 2016] il problema è stato affrontato mediante un ranking basato su funzioni di appartenenza a insiemi fuzzy, mentre in [Frasca et al., 2017; Boldi et al., 2018] è stata proposta una rappresentazione dei dati progettata per facilitare la selezione dei negativi nella predizione delle funzioni proteiche. In [Frasca et al., 2019] la selezione dei negativi è stata applicata alla prioritizzazione dei geni. Più recentemente, [Cavalleri et al., 2026] ha confrontato strategie di selezione degli esempi negativi per la classificazione degli archi in grafi di conoscenza biomedici. Il lavoro ha ricevuto il Best Paper Runner-Up Award al workshop GLOW 2026.

In collaborazione con Prof. Marco Frasca, Prof. Marco Mesiti (Università degli Studi di Milano)

Applicazioni del machine learning

Machine learning in ambito medico e veterinario, nelle scienze forensi e nei beni culturali

2021–20257 pubblicazioni →tesi disponibili

Questa linea di ricerca studia l'applicazione di tecniche di machine learning e di analisi statistica a problemi in ambito veterinario, forense e archeologico. In particolare, [Galizzi et al., 2021; Bagardi et al., 2021] descrivono l'impiego di tecniche statistiche per analizzare la relazione tra fattori cardiovascolari e mortalità in cani sottoposti a una specifica terapia. [Casali et al., 2021] presenta uno studio pilota sull'impiego di algoritmi di classificazione per predire il tipo di veicolo coinvolto nell'investimento di un pedone, mentre [Blandino et al., 2025] valuta la possibilità di stimare l'altezza di una caduta mortale mediante tecniche di intelligenza artificiale. In ambito archeologico, [Zanaboni et al., 2022; Ruschioni et al., 2023] impiegano algoritmi di classificazione per predire la provenienza di frammenti ceramici sulla base delle concentrazioni di elementi chimici, mentre [Malchiodi et al., 2025] confronta classificatori one-class e binari per lo stesso compito.

In collaborazione con Prof.ssa Anna Maria Zanaboni, Prof.ssa Letizia Bonizzoni (Università degli Studi di Milano)

Temi precedenti

Previsione del rischio COVID-19 basata su ML2020–20212 pubblicazioni →

[Casiraghi et al., 2020; Esposito et al., 2021] descrivono l'applicazione di tecniche di apprendimento automatico alla previsione della gravità del COVID-19 nei pazienti che si presentano al pronto soccorso.

In collaborazione con Prof. Giorgio Valentini, Prof.ssa Elena Casiraghi, Prof. Marco Frasca (Università degli Studi di Milano)

Mining di basi di conoscenza nel Web semantico2018–20203 pubblicazioni →

L'individuazione di potenziali assiomi all'interno di insiemi di formule è un problema computazionalmente oneroso. Questa linea di ricerca studia come affrontarlo mediante l'apprendimento da formule etichettate con una misura di bontà, calcolata preliminarmente a partire da una base di conoscenza del Web semantico. Sono stati impiegati algoritmi di apprendimento di insiemi fuzzy [Malchiodi e Tettamanzi, 2018] e tecniche di regressione basate su metodi kernel [Malchiodi et al., 2018]. [Malchiodi et al., 2020] analizza l'influenza degli algoritmi di apprendimento e delle tecniche di riduzione della dimensionalità delle rappresentazioni vettoriali degli assiomi sui risultati ottenuti.

In collaborazione con Prof. Célia Da Costa Pereira, Prof. Andrea Tettamanzi (Université de la Côte d'Azur)

Linee di ricerca passate

Didattica e divulgazione dell'informatica

Didattica della programmazione2009–202212 pubblicazioni →

Questa linea di ricerca studia la didattica dell'informatica e, in particolare, della programmazione. I contributi comprendono un'analisi dell'insegnamento dell'informatica nelle scuole italiane [Bellettini et al., 2014a] e una critica alla concezione che riduce la programmazione alla codifica di algoritmi in un linguaggio [Lonati et al., 2015]. Sono stati studiati l'introduzione alla programmazione mediante progetti e strumenti specifici [Bulgheroni e Malchiodi, 2009; Paterson et al., 2015], i percorsi interdisciplinari che collegano programmazione e musica [Ludovico et al., 2017; Baratè et al., 2017a; Baratè et al., 2017b] e l'insegnamento di aspetti avanzati della programmazione [Lonati et al., 2016; Lonati et al., 2017d]. Un approccio costruzionista all'insegnamento della programmazione è stato analizzato in [Monga et al., 2018; Lodi et al., 2019], mentre [Condorelli e Malchiodi, 2022] descrive la progettazione di un insegnamento sulle architetture per big data, realizzata in collaborazione con un partner industriale.

In collaborazione con laboratorio ALaDDIn (Università degli Studi di Milano)

Divulgazione della cultura informatica2012–202018 pubblicazioni →

Queste attività, svolte con il laboratorio ALaDDIn, mirano a diffondere la conoscenza dei fondamenti dell'informatica nelle scuole e presso un pubblico più ampio. Comprendono gare di informatica per studenti, come il Kangourou dell'Informatica [Lissoni et al., 2012; Lissoni et al., 2013; Lissoni et al., 2014; Lissoni et al., 2015] e l'edizione italiana di Bebras. I quesiti di quest'ultima iniziativa sono stati studiati come risorse didattiche e analizzati in termini di difficoltà [Bellettini et al., 2015b; Lonati et al., 2017c; Calcagni et al., 2017; Lonati et al., 2017a; Morpurgo et al., 2018]. Sono state inoltre proposte attività costruzioniste per l'apprendimento della programmazione e del pensiero computazionale, basate anche sulla musica e sui mattoncini LEGO® [Baratè et al., 2017b; Baratè et al., 2017a; Monga et al., 2018; Lodi et al., 2019]. A queste iniziative si affiancano la formazione degli insegnanti [Bellettini et al., 2015a; Bellettini et al., 2018a; Bellettini et al., 2018b] e contributi rivolti agli insegnanti e al grande pubblico [Monga et al., 2017; Bellettini et al., 2020].

In collaborazione con laboratorio ALaDDIn (Università degli Studi di Milano)

Formazione degli insegnanti delle discipline informatiche2014–20209 pubblicazioni →

In [Bellettini et al., 2014c] viene introdotto l'approccio algomotorio, che pone al centro dell'insegnamento dell'informatica l'elaborazione automatica dell'informazione. L'obiettivo è superare una didattica incentrata quasi esclusivamente sul funzionamento di specifici strumenti tecnologici [Lonati et al., 2015; Bellettini et al., 2014a; Bellettini et al., 2020]. L'approccio è stato valutato nei percorsi di abilitazione all'insegnamento [Bellettini et al., 2015a], con particolare attenzione alla prospettiva costruttivista [Bellettini et al., 2018b; Bellettini et al., 2018a]. È stato inoltre studiato l'uso didattico delle gare di informatica in contesti non competitivi [Lonati et al., 2017c], analizzando come le modalità di presentazione dei quesiti ne influenzino l'efficacia didattica [Lonati et al., 2017a].

In collaborazione con laboratorio ALaDDIn (Università degli Studi di Milano)

Gare sul pensiero computazionale2012–20189 pubblicazioni →

Questa attività studia l'uso delle gare di informatica come risorse per l'apprendimento nelle scuole primarie e secondarie, privilegiando la dimensione educativa rispetto a quella competitiva. Comprende l'organizzazione di gare sul territorio nazionale [Lissoni et al., 2012; Lissoni et al., 2013; Lissoni et al., 2014; Lissoni et al., 2015], l'analisi critica dei loro esiti [Bellettini et al., 2015b; Lonati et al., 2017a] e lo studio del loro impiego didattico [Lonati et al., 2017c; Calcagni et al., 2017; Morpurgo et al., 2018].

In collaborazione con laboratorio ALaDDIn (Università degli Studi di Milano)

Apprendimento informale dell'informatica2012–20179 pubblicazioni →

L'approccio algomotorio introdotto in [Bellettini et al., 2014c; Bellettini et al., 2014b] è stato applicato all'insegnamento di concetti fondamentali dell'informatica, quali la rappresentazione dell'informazione [Bellettini et al., 2012; Bellettini et al., 2013; Baratè et al., 2017a], i fondamenti della programmazione [Baratè et al., 2017b] e le strategie algoritmiche ricorsive e greedy [Lonati et al., 2016; Lonati et al., 2017d; Lonati et al., 2017b].

In collaborazione con laboratorio ALaDDIn (Università degli Studi di Milano)

Apprendimento statistico e inferenza algoritmica

Progettazione di algoritmi di apprendimento2013–20193 pubblicazioni →

Questa linea di ricerca studia algoritmi di apprendimento da dati con etichette parziali o incerte e metodi per l'induzione di insiemi fuzzy. In particolare, [Malchiodi e Legnani, 2014] propone un'estensione di algoritmi di classificazione basati su vettori di supporto che consente di trattare sia dati parzialmente etichettati sia etichette incerte, mentre [Malchiodi e Pedrycz, 2013] introduce un algoritmo per apprendere le funzioni di appartenenza di insiemi fuzzy, successivamente adattato all'induzione di shadowed set in [Malchiodi e Zanaboni, 2019].

Tecniche bootstrap per algoritmi di regressione2006–20095 pubblicazioni →

Le tecniche bootstrap utilizzano il ricampionamento dei dati per stimare la distribuzione campionaria di una statistica e quantificare l'incertezza delle stime. Questa linea di ricerca studia una variante proposta inizialmente in [Apolloni et al., 2006a] e successivamente approfondita in [Apolloni et al., 2009; Apolloni et al., 2007a], che consente di costruire regioni di confidenza per curve di regressione senza ricorrere alle usuali assunzioni sulla distribuzione degli errori di misurazione. Le applicazioni alla regressione lineare e non lineare sono descritte in [Apolloni et al., 2008c], mentre [Apolloni et al., 2007c] presenta applicazioni in ambito medico.

Sviluppo di modelli inferenziali per problemi di apprendimento computazionale2000–200715 pubblicazioni →

Questa linea di ricerca sviluppa l'Inferenza Algoritmica, un quadro teorico che unifica problemi inferenziali della statistica, come la stima puntuale e per intervalli dei parametri di distribuzioni, e dell'informatica, come la stima dell'errore di approssimazione nell'apprendimento computazionale [Apolloni et al., 2006a; Apolloni et al., 2005e; Apolloni et al., 2002e; Apolloni et al., 2002d; Apolloni e Malchiodi, 2001b; Malchiodi, 2000]. Il quadro sviluppa precedenti risultati teorici sulla complessità campionaria dei problemi di apprendimento [Apolloni e Malchiodi, 2001a]. È stato applicato alla stima del rischio di classificazione mediante support vector machine [Apolloni et al., 2007e; Apolloni et al., 2005b; Apolloni e Malchiodi, 2002; Apolloni e Malchiodi, 2001b] e alla costruzione di regioni di confidenza per rette di regressione senza assumere una distribuzione gaussiana degli errori [Apolloni et al., 2005f; Apolloni et al., 2002f]. In ambito medico, è stato utilizzato per costruire regioni di confidenza per la funzione di rischio associata al tempo di recidiva di specifiche patologie tumorali [Apolloni et al., 2007c; Apolloni et al., 2005g; Apolloni et al., 2002i].

Progettazione di statistiche implementabili su hardware1996–20133 pubblicazioni →

L'uso di circuiti hardware dedicati al calcolo di stime a partire dai dati consente di ridurre i tempi di elaborazione, ma richiede algoritmi compatibili con i vincoli dell'architettura. Questa linea di ricerca ha applicato il modello di inference among gossips, sviluppato in [Malchiodi, 1996], alla costruzione di una famiglia di stimatori per popolazioni bernoulliane, implementabile direttamente su schede pRAM [Apolloni et al., 1997]. Lo stesso modello è stato successivamente applicato allo studio dello scambio di informazioni nelle reti sociali [Apolloni et al., 2013].

Sistemi ibridi e neuro-simbolici

Semplificazione automatica di descrizioni simboliche2002–20065 pubblicazioni →

Nella teoria dell'apprendimento computazionale, il principio di minimizzazione del rischio strutturale bilancia la complessità di un modello con il suo errore sui dati di addestramento, con l'obiettivo di favorirne la capacità di generalizzazione. Questa linea di ricerca applica tale principio a classificatori basati su espressioni logiche in forma normale disgiuntiva o congiuntiva. In [Apolloni et al., 2006b; Apolloni et al., 2005h; Apolloni et al., 2003a; Apolloni et al., 2002h; Apolloni et al., 2002b] è stato sviluppato un algoritmo per semplificare queste espressioni mediante l'ottimizzazione stocastica dei parametri degli insiemi fuzzy che le descrivono.

Progettazione di sistemi ibridi di apprendimento2000–200613 pubblicazioni →

I sistemi ibridi di apprendimento combinano moduli subsimbolici, spesso basati su reti neurali, e moduli simbolici basati su costrutti logici. Questa linea di ricerca studia come integrare queste rappresentazioni e altri modelli di apprendimento. In [Apolloni et al., 2005a; Apolloni et al., 2004a] viene descritto un sistema che estrae componenti booleane indipendenti (bICA) dalle caratteristiche dei dati in ingresso. Le componenti sono interpretate come valori di verità e utilizzate per costruire formule logiche che rappresentano simbolicamente le relazioni tra i dati [Apolloni et al., 2006b; Apolloni et al., 2003a; Apolloni et al., 2002a; Apolloni et al., 2000]. Il sistema è stato applicato al riconoscimento delle emozioni a partire dal segnale vocale [Apolloni et al., 2004a]. Sistemi di questo tipo sono stati inoltre impiegati per monitorare l'attenzione del conducente mediante biosegnali [Apolloni et al., 2004c; Apolloni et al., 2004b; Apolloni et al., 2003d; Apolloni et al., 2003c; Apolloni et al., 2003b], nell'ambito del progetto ORESTEIA (mOdular hybRid artEfactS wiTh adaptivE functIonAlity, IST-2000-26091), finanziato dall'Unione europea nel quinto programma quadro, nell'area IST-FET, tra il 2001 e il 2003. Un secondo filone integra un sistema fuzzy per misurare la rilevanza degli esempi del campione di addestramento con modelli di classificazione e regressione. In particolare, [Apolloni e Malchiodi, 2006] descrive l'integrazione con un classificatore lineare basato su support vector machine, mentre [Apolloni et al., 2005c] presenta quella con un modello di regressione lineare.

Classificazione automatica delle emozioni2000–20064 pubblicazioni →

Questa attività ha applicato il modello di inferenza algoritmica descritto in [Apolloni et al., 2006a; Malchiodi, 2000] alla classificazione automatica delle emozioni a partire da segnali audiovisivi [Apolloni et al., 2004a; Apolloni et al., 2002a]. La ricerca è stata svolta nell'ambito del progetto PHYSTA (Principled Hybrid Systems: Theory and Applications), finanziato dall'Unione europea nel quarto programma quadro, nell'area TMR, tra il 1998 e il 2000. I risultati sono stati presentati in una scuola internazionale di apprendimento computazionale organizzata nell'ambito dello stesso progetto.

Sistemi intelligenti per pervasive e ubiquitous computing2003–20046 pubblicazioni →

Il progetto ORESTEIA (mOdular hybRid artEfactS wiTh adaptivE functIonAlity) ha studiato la progettazione, realizzazione e analisi di sistemi intelligenti per il pervasive e l'ubiquitous computing, che integrano capacità di elaborazione nell'ambiente e negli oggetti di uso quotidiano. Il progetto è stato finanziato dall'Unione europea nel quinto programma quadro, nell'area IST-FET, tra il 2001 e il 2003. Nell'ambito dello studio del rilevamento degli stati di attenzione [Kasderidis et al., 2003], è stato sviluppato un prototipo per riconoscere lo stato di attenzione del conducente di un'autovettura a partire da segnali fisiologici [Apolloni et al., 2004c; Apolloni et al., 2004b; Apolloni et al., 2003d; Apolloni et al., 2003c; Apolloni et al., 2003b].

Calcolo scientifico e simulazione

Applicazioni dei sistemi per il calcolo automatico2006–201314 pubblicazioni →

I sistemi di calcolo scientifico consentono di effettuare simulazioni e di esplorare problemi matematici in modo interattivo e incrementale, offrendo strumenti per la progettazione di attività didattiche [Bulgheroni e Malchiodi, 2009; Malchiodi, 2008b]. Un sistema commerciale è stato descritto in dettaglio in [Malchiodi, 2007] ed esteso con funzionalità per la codifica dell'informazione [Malchiodi, 2006d], l'invocazione remota di procedure [Malchiodi, 2006c; Malchiodi, 2006a] e la produzione di documentazione scientifica [Malchiodi, 2011]. Ulteriori estensioni riguardano l'ottimizzazione [Malchiodi, 2006b], l'apprendimento basato su vettori di supporto [Malchiodi et al., 2009b; Malchiodi et al., 2009a] e la validazione del software [Malchiodi, 2013a]. Il codice sviluppato è alla base delle simulazioni descritte in [Apolloni et al., 2007d; Apolloni e Malchiodi, 2006]. Infine, [Malchiodi, 2010] presenta una libreria per il machine learning basata su un sistema open source di calcolo scientifico.

Studio della dinamica di popolazioni2002–20108 pubblicazioni →

Questa linea di ricerca studia la modellazione matematica di situazioni di conflitto mediante un approccio alternativo alla teoria dei giochi classica. In [Apolloni et al., 2006d; Apolloni et al., 2003e; Apolloni et al., 2002g; Apolloni et al., 2002c] vengono considerati giochi tra due contendenti, modellando il conflitto attraverso l'approssimazione della soluzione di un problema NP-hard. Il modello di inferenza algoritmica viene impiegato per determinare come assegnare ai giocatori risorse computazionali limitate. [Apolloni et al., 2006c] estende l'approccio ai giochi di squadra. Le applicazioni in ambito biologico sono descritte in [Apolloni et al., 2007b; Apolloni et al., 2005d], mentre [Apolloni et al., 2010b] utilizza il modello per determinare il tempo di calcolo da assegnare ad algoritmi di apprendimento basati sulla minimizzazione locale dell'errore.